Visualizzazione post con etichetta Nouvelle cuisine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nouvelle cuisine. Mostra tutti i post

lunedì 12 maggio 2014

"Per la gola si pigliano i pesci" (e non solo): a cena da Porto Fish&Chips




Di donne, di leggende e di marinai.
L'impressione (voluta), è quella di trovarsi in una taverna marsigliese, invece che in una delle vie centrali di Roma.
Siamo a Via Crescenzio 56, e da marzo, questo civico ha visto l'inaugurazione di Porto Fish&Chips.
Completamente ristrutturato al suo interno (prima era il negozio "Belle Arti"), il locale è già molto conosciuto e alla moda.
Davide Buccioni, ex pugile e proprietario del contiguo Quarto Burger&Drink (hamburgeria di ottima qualità), ha voluto dare un'alternativa old food, conferendo qualità ad un'osteria di pesce al giusto prezzo.
E' un posto "aggregatore" di generazioni e ceti differenti, con un servizio veloce e con del personale cordiale.
L'ambiente, come vi dicevo, è quello di una taverna portuale, allegro, colorato, e che mixa tanti stili differenti: dal vintage, all'industrial, al contemporaneo.
Tavoli con sedie diverse tra loro, e che ricordano un pò quelle di casa delle nostre nonne.
Una porta rossa, autentica, di un container navale, giornali alle pareti, finestre rotonde che richiamano gli oblò delle navi, e lampade in ferro.
Tutto ricercato, e sapientemente accostato.
I piatti sono semplici, a buon prezzo, e fatti con ingredienti freschi (cosa molto importante!).
Sulle tovagliette di carta ecco il menu, che comprende i cartocci (il classico fish&chips, alici fritte, calamari e gamberi fritti), i wrap di pesce, le sirene (cous cous di pesce, guazzetto di moscardini), gli scaricatori (amatriciana con le cozze, sauté di cozze o vongole), e infine i rimorchiatori (pesce al forno con patate, patata al cartoccio con baccalà mantecato).
La scelta è andata ovviamente sui cartocci: fish&chips leggero (nonostante sia fritto) con il merluzzo che si sentiva essere di giornata, e calamari e gamberi fritti da mangiare in abbondanza fino allo sfinimento.
Si finisce con la "nonna": biscotto sbriciolato in superficie, crema e pinoli.
Una cena piacevole, gustosa e al giusto prezzo.
Consiglio vivamente di andare, e di farne ritorno più e più volte.
Un po' come la nave che rientra sempre in porto.
Abbandono il timone, e vi lascio alle immagini.
Enjoy!


Love 
CM












sabato 3 maggio 2014

A cena da Osteria Mavi



Un ambiente raccolto, ma studiato nei minimi particolari, un gusto che abbraccia lo stile vintage e industrial al tempo stesso.
E' questo ciò che vi attende da Osteria Mavi.
Gestito da giovani ragazzi, il servizio attento e la cortesia non deludono alcuna aspettativa.
Un menu composto da un numero giusto di piatti. che con la loro ricercatezza e particolarità, rendono la scelta tutt'altro che scontata.
Carta dei vini ricca di ottime etichette a prezzi decisamente onesti (anche se noi abbiamo optato per un bicchiere di rosso e uno di bianco alla mescita).
La cena è iniziata con un piatto offertoci dalla cucina: sublime.
Proseguita poi con un antipasto composto da un involtino di pane carasau, ripieno di pollo thai con curry.
Per secondo, involtino di pollo e gamberi con carciofi,pomodorini e zenzero su letto di broccoletti ripassati per me, e maialino caramellato con patate stick per lui.
Per dessert invece, torta di yogurt e robiola con biscotti sbriciolati e salsa di mirtilli.
Piatti unici nel loro genere, ma leggeri nonostante le porzioni siano abbondanti.
Come giudizio finale potrei dirvi che i piatti sono ottimi, con elementi gourmet e realizzati con materie prime fresche e di qualità.
Prezzi nella media, per qualità e quantità di cibo.
Mi aspettavo di trovarmi bene, ma rimanere stupita in positivo fa sempre piacere.
Assolutamente consigliato!


Love
CM






venerdì 24 gennaio 2014

Mercat: come vi immaginate un raffinato bistrot nel cuore di Ostiense?



Ne sentivo parlare da tempo.
Ne ho letto articoli, e ovviamente non potevo resistere alla tentazione di concedermici una cena.
Di cosa sto parlando?
Di Mercat Old Bar e Bistrot, dal sapore vintage e retrò.
Nel cuore di Ostiense, precisamente in Via del Gazometro 44/46, da qualche mese questo nuovo ristorante si è fatto conoscere già in tutta Roma.
Ho letto molte belle parole spese per la proprietaria, Cinzia, una ragazza di 29 anni che ha deciso di mettere tutta se stessa per realizzare il suo sogno.
In tempi come questi, dove il clima di sfiducia nel futuro regna sovrano, Cinzia rappresenta una luce di forza e volontà.
Perchè le spese a cui si deve far fronte nell'aprire un locale, sono tante.
Perchè fare tutto da sola, sì ti può gratificare, ma a volte ti fa pensare di non potercela fare.
Lei ci è riuscita.
Caparbiamente è arrivata al suo traguardo.
Che poi tutti sappiamo, che la vera sfida inizia quando il tuo progetto deve decollare.
La scelta del simbolo del bistrot, una bilancia, credo sia un perfetto riassunto delle qualità di questa donna.
Voler presentare un connubio perfetto tra cibo, e beverage.
Un locale che si presenta perfettamente incorniciato nel nuovo quartiere della street art romana.
Gusto industrial, mixato ad una ricerca sopraffina di piatti, bicchieri, posate, arredamento rigorosamente vintage.
Il menu presenta poi un'attenta scelta di combinazioni di sapori e piatti.
Nulla è lasciato al caso.
E questo fa capire come Cinzia, ha creato il suo locale per fare la differenza.
Vi posso confermare che ci è riuscita.
Carta dei vini variegata, e che dire della scelta dei liquori, o dei cocktail.
La sapienza e la destrezza con cui vengono preparati, mi ha talmente affascinato, che sembravano movimenti cadenzati alla musica jazz o swing che si alternava in sottofondo.
Una vera danza del piacere.
La mia cena si è composta di un primo, lasagne bianche con cavolfiore nero e guanciale, e ovviamente dell'immancabile dolce, una squisita torta di mirtilli accompagnata da scaglie di cioccolato.




E posso dirvi una cosa?
Ingredienti perfettamente dosati, perchè la leggerezza di questi piatti è stata indubbia.
Parola d'ordine: tornarci quanto prima possibile.
E a Voi consiglio saggiamente e celermente di andarlo a provare!


Love
CM

mercoledì 27 novembre 2013

Cenando da Coromandel



Ieri sera, ho avuto il piacere di cenare insieme al mio ragazzo, da Coromandel (Via di Monte Giordano 60/61,Roma).
Un piccolo ristorante, dietro Piazza Navona, che ricorda molto un bistrot francese.
Arredamento molto particolare, con tavoli e sedie vintage.
Quello a cui siedevamo noi, aveva una lastra di vetro che metteva in mostra vecchie carte da gioco dipinte a mano.
Menu studiato con proposte di piatti particolari, e molto gustose.
Io ho optato per un secondo composto da filetto in crosta di pepe con salsa di birra scura, e con contorno incluso di funghi e patate novelle.
Un abbinamento e un bilanciamento di sapori perfetto.
Poi ovviamente, la scelta del dolce, è quella più importante.
Quindi ho scelto un tortino di cioccolato bianco, vaniglia e passion fruit.
Credetemi, mi sto ancora leccando i baffi!
Servizio veloce, e personale molto cortese.
Insomma, una martedì sera passato piacevolmente in un angolo di Roma di cui non si può non rimanere affascinati!
Consigliatissimo!


Love
CM






mercoledì 23 ottobre 2013

DOLCEmente cenando.

Mettete una sera a cena da "Dolce", in Via Tripolitania a Roma.
Vi troverete davanti ad una struttura che richiama un pò lo stile liberty di inizio '900, associato all'idea di un bistrot all'ultima moda, con richiami di utensili, arredamento e suppellettili vintage.

Voilà, il mix è perfetto.
Menu che propone piatti innovativi e studiati dallo chef GiacomoCapelli, una carta dei vini che viene presentata scritta su un tessuto che ricopre una mega bottiglia di vino (ovviamente vuota), e un'atmosfera leggera e divertente.
L'ingegnosa proposta di piatti che contengano sia un primo che un secondo, non solo pesa meno sulle tasche, ma fornisce anche il giusto equilibrio di portate, se si è curiosi di assaggiare ambo i piatti senza appesantirsi.
Il consiglio che posso darvi?
Ordinate il dolce (SI ASSOLUTAMENTE, anche a costo di digiunare il giorno seguente), nello stesso momento in cui state ordinando le altre portate.
Perchè Dolce, come anche il nome suggerisce, nasce soprattutto come forno e pasticceria (potete vederlo appena entrate nel ristorante sulla vostra destra), e il dessert che avrete scelto sarà preparato e sfornato a pochi minuti dal momento di servirvelo.
Fan dei biscotti e dei cookies quale sono, ho ordinato una crostatina di albicocche, e un biscottone al cioccolato.
Credetemi, LA PACE DEI SENSI.
Se siete da quelle parti, fateci un salto, ma vi consiglio di prenotare.
Tanta gente che l'ha scoperto ormai non riesce più a farne a meno!


Love
CM

mercoledì 4 settembre 2013

Cosa c'è per cena? #Ginger



A pochi passi da Piazza di Spagna, il risto-bistrot del momento: Ginger.
Curati gli interni e le decorazioni, tanto che vi sembrerà di aver svoltato l'angolo e di esservi ritrovati a Soho, piuttosto che in Via Borgognona a Roma.
Arredamento lineare, e sui toni del bianco.
Il vero must? 
Una "libreria a giorno" di verdura e frutta, una vera delizia per gli occhi!
Cucina a giorno, e in esposizione i tanti salumi con cui vengono preparati dei panini-baguettes da leccarsi i baffi.
Servizio veloce, e personale cortese.
Tutte proposte healthy, dall'antipasto sino al dessert.
Di cosa non potrei fare a meno?
Della fantastica centrifuga "annette": limone, pompelmo, ananas e arancia.
Sono una vera GingerAddicted!
Consigliatissimo, anche se non propriamente economico!(ma ne vale la pena!)

Love
CM

sabato 24 agosto 2013

Sapori tradizionali toscani: La Taverna di San Giuseppe

A poche centinaia di metri da Piazza del Campo a Siena, abbiamo ceduto al languorino del pranzo.
Dove?
Presso "La Taverna di San Giuseppe" (Via Giovanni Dupre), ristorante che ha piene recensioni anche su Trip Advisor.
Situato nella Contrada dell'onda (la vincitrice dell'ultimo Palio di Siena), vanta una fila notevole di attesa per potersi sedere a pranzo.
Fortuna che ci eravamo premuniti di prenotazione!
Arredamento semplice, con sedie e tavoli di legno.
Interamente scavato in una grotta di tufo, il locale mette in mostra i tanti e tanti prosciutti di cinghiale, appesi al soffitto.
Di poco gusto dite?
Io penso che in questi posti dove la genuinità è all'ordine del giorno, tutto è concesso.
Su quale portata abbiamo focalizzato l'attenzione?
Ovviamente sul tagliolino con tartufo bianco appena "grattugiato".
Talmente buono tutto, che ho subito cliccato sull'app di Trip Advisor per lasciare un commento positivo.
10 punti, se li merita tutti.
Consigliatissimo a chi si trovi in zona! (e ovviamente a chi è residente!)


Love
CM



giovedì 11 luglio 2013

Milwaukee 50's Diner!





Una tremenda giornata di lavoro.
Un caldo a Milano asfissiante, e nessuna voglia di cucinare.
Prendi il tuo ragazzo, la tua migliore amica, e fai la proposta: "andiamo a cena da Milwaukee!".
No, non intendevo in America, ma in un locale poco fuori Milano, esattamente a Varedo, in Brianza.
Cosa ci fa lì un posto tutto stile american graffiti?
Me lo sono chiesta anche io, ma no, risposta non c'è.
E' la perfetta ricostruzione di un diner americano degli anni '50, e si sviluppa su un'ampia superficie (oltre alla cena, potete fare anche quattro salti in pista) arredata nei toni pastello dell'epoca, con complementi provenienti direttamente dagli USA, contrastanti con le rifiniture in acciaio di tavoli, bancone e sedie.
Insomma, un vero tuffo nell'epoca di Elvis Presley, a pochi passi dalla trafficata e afosa città.
Il menù?
Hamburger di tutti i tipi, milkshake, RIGOROSAMENTE Pepsi, e la tipica American bakery.
Perciò anche il palato trova desideri ampiamente esauditi.
Consigliatissimo se volete fare un "back in the past" accompagnato da buon cibo!
Enjoy!

Love 
CM

giovedì 13 giugno 2013

Peccati di gola da Bianco Latte!



Questa è la fortuna / sfortuna (per la linea), di avere l'ufficio vicino a un posto meraviglioso come Bianco Latte.
Praticamente, non fermarsi qui, è un sacrilegio!
Posizione strategica: Via Turati, Milano.
Cuore dei tanti uffici milanesi.
Chiunque scenda dalla metro, o arrivi a lavoro a piedi o in bici, ci passa comunque davanti.
Arredamento che ricorda un bistrot francese, ospita in una sala apposita, tanti tavoli bianchi, ovviamente.
Di mattina, dove sono proposti biscotti appena sfornati , brioches calde, mini crostatine e tortine, tento di tirar dritto, se no i complessi di colpa me li porterei dietro per tutta la giornata.
Però ecco, ieri sera ho ceduto.
Il menu proposto a cena è variegato e sfizioso.
Dal momento che avevo deciso di "sgarrare", mi sono buttata su una piadina con pollo, insalata, e pomodoro, accompagnata da patatine fritte.
Sì, lo so, un vero colpo al fegato.
Vogliamo parlare di come ho concluso?
Ve ne mostro un'immagine:


Una porzione di gelato cioccolato&fragola, con al'accompagno di una lingua di gatto, e la possibilità di versarvi sopra del cioccolato fuso e della panna.
CONSIGLIATISSIMO perchè una volta nella vita ci si può sentire in colpa!
Detto questo, vado ad infilarmi la tuta, perchè una buona corsetta non me la leva nessuno!
Run Claudia run!


Love
CM

domenica 3 febbraio 2013

Back to the 50's? Oh no darling, it's Aromando Bistrot!


"Una cucina come i vecchi tempi,
Una cucina dai mille profumi,Un tempo passato,Magari un amore felice,Magari due persone che sono invecchiate insieme."



Queste sono le sensazioni che ho avuto, durante la cena di ieri sera da Aromando Bistrot (Via Moscati 13, angolo Via Canonica, Milano).
Piatti sapientemente studiati in cucina dalla proprietaria Cristina, e in sala come sommelier, Savio Bina, marito di Cristina.
Un connubio che ha reso possibile tutto questo.
L'arredamento sembra quello delle vecchie cucine delle nonne, con strutture in formica anni '50/'60 che fanno da separatori tra i diversi ambienti.
Posate di fregio antico, bicchieri Baccarat in vetrina, boquet di aromi come centro tavola.
La mia portata del cuore?
Il dolce!
Una crostatina (che poi tanto piccola non era!) con crema di limone e crema di pistacchi.
Libidine pura!
CONSIGLIATO, per tornarci spesso, spessissimo!

Love
CM

martedì 22 gennaio 2013

Un caffè da un fioraio, o un mazzo di fiori in un Caffè?


E' un posto del cuore, e la prima volta l'ho conosciuto e condiviso con una persona importante per me.
Nasce 40 anni fa nel cuore di Brera, dove il suo fondatore, Raimondo Bianchi, ha creato composizioni floreali con accostamenti inediti ed eleganti.
Oggi, il Fioraio Bianchi Caffè (Via Montebello 7, Milano), rimanendo fedele ai principi di una vita, ospita un ristorante e un caffè.
Luogo di ritrovo, luogo di chiacchiere, ma anche luogo di silenzio.
Sì, perchè sembra di essere e di vivere un luogo senza tempo.
Una pausa piacevole dai frenetici ritmi della vita quotidiana.
Se non ci andate?
Ci perdete solo voi!
Flower Power!

Love
CM

venerdì 16 novembre 2012

That's Amore or That's Vapore?

Ok, sta arrivando Natale.
Sento già nell'aria "ansia da stravizi", con conseguente oscillazione negativa dell'ago della bilancia.
Quindi, sto auto-promuovendo un regime clean & detox.
Ma se gli amici ci invitano a mangiare fuori?
Perchè dire di no, dopo una settimana passata chiusa in ufficio come una talpa?
La risposta provo a suggerirvela io stavolta: THAT'S VAPORE!
Contro ogni possibilità di controbattuta negativa, vi dico che tutto è cotto al vapore in un forno a temperatura di 200°!
Sembrerà impossibile, ma a Milano ogni possibilità è possibile!
E tutto questo a pochi passi dal Duomo: in Corso di Porta Vittoria 5.


Ambiente confortevole e che sposa una filosofia green: tavoli e sedie in legno chiaro, tovagliette in carta simili ad una piccola lavagnetta (sì potete anche sbizzarrirvi nel disegno con i gessetti colorati che troverete sul tavolo, sia su di esse, che sulle pareti che sono rivestite di tintura-lavagna), e porzioni contenute in una vaschettina riciclabile.
Aperto da colazione a cena, propone anche una divertente possibilità per gli universitari: avete preso 30 ad un esame?
Bene, That's Vapore festeggia con voi offrendovi il pranzo, a fronte dell'esibizione documentata del vostro voto!
Carino, no? E soprattutto, OTTIMO per le tasche degli studenti.
Che come ben sappiamo, non sono poi così piene. 
Per questo battesimo culinario, ho scelto un cous-cous di verdure, accompagnato dalla classica centrifuga carota e mela.
Semplicità, freschezza, e tanto gusto!
Sì perchè gli alimenti cotti al vapore, oltre ad essere genuini e senza aggiunta di altri ingredienti (vedi sotto la voce "sale" che va tanto a braccetto con "cellulite"), mantengono inalterate le proprietà stesse del prodotto.
La varietà dei piatti proposti inoltre, è notevole: troviamo anche la carne (con dei bocconcini di pollo), ma anche il pesce!
Quindi, ce n'è da soddisfare per tutti i gusti e palati.
Non parliamo poi dei dolci...
Ecco, io ho EVITATO CALDAMENTE di avvicinarmi al banco, altrimenti tutte le buone intenzioni già sarebbero finite nel dimenticatoio.
E io non sono una che cede facilmente!
Quindi il nuovo motto sarà: STAY HEALTHY, STAY CLEAN!

PS: si aprono le votazioni per vedere quanto resisterò!


Love 
CM

sabato 10 novembre 2012

Bestfriends' Lunch In Love

Avete presente la fame con cui vi svegliate dopo una serata non propriamente "easy"?
Bene, aggiungete il frigorifero vuoto in casa, la vostra migliore amica che non ha voglia di separarsi dal suo pigiama per andar a fare la spesa, et voilà, si clicca su Just Eat per ordinare qualcosa di commestibile.
Eh sì ragazzi, questo sito è una vera manna dal cielo.
Abbiamo scelto di ordinare un pranzo light da "Lattughino", dove tra l'altro vi consiglio di andare anche a cena, dal momento che il locale si trova nei pressi del Naviglio Grande, quindi anche comodo da raggiungere.
Due succhi di frutta, e due porzioni di cereali mix con verdure saltate.
Dopo un'ora, il tanto atteso suono: il citofono!
Ed ecco qui la porzione!
We love Lattughino!

Love
CM


venerdì 26 ottobre 2012

Sardegna e Portogallo: forever together!



Oh guys, guys, guys!
Ci si reinventa, ci si reinventa sempre!
Il mio battesimo per questa nuova avventura milanese è avvenuto da Cucina Fusetti!
Sito in Via Mario Fusetti 1, appunto a Milano, il locale affascina per i suoi dettagli.
Piccolino all'interno, -ospita all'incirca 7/8 tavoli rigorosamente in legno, rigorosamente non-dei-nostri-tempi -, ma con un'anima grande.
E a farla grande, è il proprietario: Ivan.
Un menù scritto su una lavagnetta, che si incornicia perfettamente nel contesto di tutte le varie bizzarrie e oggetti vintage che popolano il ristorante: da un frigo degli anni '50, a un'insegna gialla delle cabine della SIP.
Ma ciò che più sorprende?
La proposta di piatti che uniscono i classici della cucina sarda con quelli meno conosciuti della tradizione portoghese.
Il risultato?
Un mix divertente e che non stanca di stupire.
Né il palato, né la curiosità.
Un buon vino bianco per accompagnare la cena, e per studiare l'ambiente: calmo, ma da assorbire con calma.
Sì perchè non ti sembra di essere a Milano, ma in una dimensione nuova e allo stesso tempo di un'altra epoca.
E come non chiudere la piacevole serata, se non con il mirto sardo offertoci dal proprietario..!
Good choiche!
Credo che sarà un nuovo posto dove poter piantare la bandierina, per tornarci di nuovo.
E se le tasche non  permetteranno un appuntamento settimanale, punto a quello mensile.
Consigliato, consigliatissimo!
"Ajò!"


Love
CM