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mercoledì 4 dicembre 2013

Come sarebbe vivere in un fumetto?



Charlotte Mann ha bisogno di pochi strumenti per poter esprimere la sua arte.
Le bastano  un pennarello nero e un muro bianco.
Con lei potete dire addio alle scarne pareti bianche, e dare il benvenuto al più reale arredamento immaginario mai visto.
Riesce a curare il più piccolo dettaglio, e a ricreare con estrema bravura sia gli ambienti della vostra intimità, che gli esterni di una città.
Decora vetrine, intere stanze, scenografie per sfilate di moda, ma anche scarpe e libri.
Tutti i suoi wall painting bidimensionali sono in scala 1:1, e basterà una semplice sedia per far esistere un soggiorno, oppure una semplice scrivania per arredare una stanza - studio.
Non credete?
Lascio la parola alle immagini allora!


Love
CM






venerdì 29 novembre 2013

Street art by Pixelpancho



Il suo "marchio di fabbrica" è riconoscibile: un robot dalle sembianze umane, un automa pronto ad eseguire meccanicamente qualsiasi compito gli si imponga.
Pixelpancho, alias Enrico, è uno street artist torinese, che inizia i suoi studi di graffitismo all'Accademia di Torino, per poi terminarli a Valencia.
Città spagnola, che gli ha permesso una grandissima libertà di espressione, di sperimentazione artistica e muraria, rispetto all'Italia che in queste cose sappiamo è ferma al Rinascimento!
E' un progetto che nasce nel 2001, dopo vari anni di graffitismo e vandalismo: ma grazie agli studi fatti, sapeva che poteva arrivare a comunicare qualcosa.
Quindi pensa a Pixelpancho come una persona a cui piacciono i robot, e con cui vuole comunicare.
La figura del robot, dagli anni '80 è stata un miraggio, un traguardo, la nostra più fedele ipotesi di un futuro prossimo: ma allo stesso tempo è anche la deificazione stessa dell'uomo.
Chi di noi anche una sola volta nella vita, non ha desiderato essere un robot?
Per fare un compito più velocemente in modo da stare più tempo con i propri amici, avere la loro "tenacia" di prestazione quando siamo sottoposti a forti ritmi lavorativi o di studio.
Della serie che il  robot "Emilio - il meglio" poteva già entrare nelle nostre case venti anni fa.
Non è un lavoro che da solo gli permette di "vivere", ed infatti lo associa a tanti altri piccoli lavoretti magari per negozi, commissioni, eventi.
Perchè diciamocelo, tra l'altro i materiali da disegno costano tantissimo!
Enrico, come vi dicevo prima, ha lavorato per diversi anni in Spagna, dove non era sottoposto ai serrati controlli della polizia italiana.
Questo lo ha fatto crescere, e lo ha reso più conscio della sua effettiva abilità artistica.
Ora, è tornato in Italia, nella sua città natale Torino, dove ha aperto un laboratorio.
Vi state chiedendo il motivo?
Semplice.
Lavora molto in Germania e in generale con l'Europa dell'Est, quindi, con il suo pulmino dell'89 che usa per trasportare materiali e attrezzi, non poteva affrontare viaggi in direttissima dalla Spagna.
Almeno in questo l'Italia è più centrale.
E chi lo sa poi, se dopo tante estati passate a 50°, sentisse il bisogno di tornare a raffreddarsi di nuovo...?
Grande mente, grande artista!


Love
CM



domenica 24 novembre 2013

Un armadio virtuale milanese



Quante volte avete temuto che aprendo l'armadio vi crollasse tutto addosso?
Non potete fare a meno di comprare, ma il vostro portafoglio chiede pietà?
Bene ragazze, ho ben due soluzioni per voi!
E' sul web, ed è un sito tutto italiano: My Secret Dressing Room.
A voi la scelta di diventare o una SecretStylist, e mettere a disposizione il vostro guardaroba, o di iscrivervi come SecretFan e prendere in prestito abiti ed accessori dalle SecretStylist.
Il prezzo sarà a decisione della proprietaria, non solo in base al brand ma anche al valore personale che si intende conferire a quel capo: il sito tratterà per sé il 25%.
Un guardaroba virtuale che comprende tutti gli oggetti del desiderio del mondo: gaicche, cappotti, scarpe, gonne, camicie.
L'affitto, come vi dicevo è variabile, ma i prezzi sono davvero contenuti.
Quindi, perchè andarsi a compare l'ennesimo vestito per l'unica occasione in cui poi lo indosseremo?
Assicurazione e consegna, sono ovviamente compresi nel prezzo, e i tempi possono variare dalle 24h in sù.
Cosa volete di più?
Il capo arriverà dirrettamente a casa vostra, e c'è anche da sottolineare che la spesa della tintoria è a carico delle SecretStylist.
Insomma, capi firmati finalmente alla portata di tutte!
Unica nota al momento dolente, è che il servizio è attivo solo per la zona di Milano, e ben presto lo sarà anche per Londra e Parigi.
Perciò care romane, rimbocchiamoci le maniche, e vediamo di inventarci qualcosa anche noi!
Intanto, complimenti per l'innovativa idea al team di My Secret Dressing Room!


Love
CM

sabato 23 novembre 2013

Snapchat, l'app del sexting: il NO a Facebook, e il NO da parte dei genitori



Ennesimo allarme, per questa nuova app: Snapchat.
Sbarcata in America qualche mese fa, arriva anche in Italia.
Usata dai teenager oltreoceano principalmente per il sexting, ovvero lo scambio di immagini sessualmente esplicite di se stessi o di altri coetanei (e non, purtroppo).
Come funziona?
E' una chat dove le immagini  inviate ad un contatto della propria rubrica, durano solo 10 secondi dal momento in cui vengono visualizzate dal ricevente, prima che si autodistruggano.
Così, la possibilità di essere controllati anche dalle famiglie, risulta nulla.
Dopo lo scandalo di questi giorni delle "baby prostitute", ecco un'applicazione che incentiva l'incontro sessuale tra i più giovani.
Esistono però diversi stratagemmi per il salvataggio delle immagini: dalla semplice istantanea della schermata, sino ad alcune applicazioni dedicate al recupero di queste foto dalla memoria dello smartphone ( ad esempio SnapCapture for Snapchat).
Come si dice "fatta la legge, trova l'inganno".
Tra l'altro, se avete Instagram, basta che vediate sotto l'hashtag #Snapchat, per trovare esempi MOLTO concreti di cosa sia il sexting.
E pensare che proprio in questi giorni, c'è stato il gran rifiuto da parte dei fondatori dell'app, alla proposta di acquisizione milionaria offerta dal colosso dei social network.
Il caro Zuckeberg avrà mica pensato: "se non puoi batterli, fatteli amici"..?
Chissà quale altra mossa vorranno proporre i super-cervelli di Facebook.
Resta solo il fatto che questa app è davvero SCONSIGLIATISSIMA


Love
CM

mercoledì 20 novembre 2013

Lo sapevate che i Pulitzer cinguettano?

La possiamo definire "unconventional writer".
Jennifer Egan, un Pulitzer da annoverare tra i suoi successi ("Il tempo è un bastardo"), colpisce di nuovo.
Come?
Con un utilizzo creativo dei social network.
"Scatola nera", è una spy story ideata per Twitter: periodi non più lunghi di  140 caratteri, che ora sono trasformati in un libro.
Ovviamente la trama è l'apoteosi della sintesi: " In un futuro prossimo, comuni cittadini sono ingaggiati per combattere il terrorismo".
Ok.
A noi il continuo: "Riuscirà l'eroina a terminare la missione e a tornare a casa sana e salva?"
Definito action book, ma io aggiungerei "syntactic".
Eh, chi lo avrebbe mai detto a Mr Alighieri che i libri nel 2013 sarebbero stati a portata di tweet!

Love
CM


mercoledì 16 ottobre 2013

A caccia di aurore boreali!


Idea romantica?
Per chi volesse programmare un viaggio di qualche giorno al Nord, ecco che la nuova app "Norway lights", vi può essere utile per qualche dritta.
Perchè?
Perchè l'applicazione si propone come "previsione delle aurore boreali".
In parole povere, vi saranno forniti consigli su dove, come e quando trovare questo spettacolo unico.
Per gli amanti della natura, e per gli amanti in genere del viaggio, questa è un'app da tenere veramente in conto.
Scaricate!


Love
CM

lunedì 16 settembre 2013

Cambio di stagione? Non ti temiamo!

Se navighiamo qui e là sul web, non poche volte capita di trovare simpatiche soluzioni per la nostra casa.
Quante volte, soprattutto noi donne, abbiamo ripetuto la fatidica frase "Non mi entra più nulla nell'armadio"?
Se il vostro conto mentale, sta superando la soglia del milione, non preoccupatevi!
C'è una soluzione a tutto!
Quindi, prendete un martello e poggiatelo, rimettete nel sacchettino bulloni e bulloncini, viti e vitine, e non disperatevi..che per questa volta Ikea, la lasciamo in Svezia.

Date un'occhiata a questa proposta.
Anzi, prima gli "ingredienti" fondamentali:
- una parete libera, che potete ricavare magari in quell'angoletto dove tenete solo cianfrusaglie
- dalle due sedie pieghevoli in sù (dipende dalla quantità di cose di cui disponete)
- diverse stampelle a seconda di quanti abiti avete necessità di appendere

Et voilà! Il gioco è fatto!
Che ne pensate?

Love
CM


venerdì 13 settembre 2013

Anoressia feat. Apporessia

Pensiamo che la tecnologia sia nostra alleata, e che possa farci divertire e liberare.
Ma non sempre è così.
Perchè device, social network e affini, possono portare nuove insidie.
E' il caso delle nuove app del fitness e delle diete: sommate ai disturbi del comportamento alimentare (DCA), hanno dato vita ha un nuovo fenomeno.
Definita come apporessia, ossia l'anoressia che attraverso le applicazioni esaspera il suo bisogno di controllo.
Tante le testimonianze di giovani ragazze che con questo metodo, hanno sfiorato più e più volte la morte.
Si comincia con l'andare in rete per vedere i menu dei ristoranti quando si vuole uscire a cena.
Si fanno conteggi calorici per mangiare di meno.
Ma in questo aiutano le app, che rendono immediati i risultati delle somme caloriche.
Dai cocktail sino ai prodotti consumati abitualmente sulle nostre tavole.
E poi ve ne sono altre, che calcolano in base alle calorie introdotte, quanto moto occorre fare per bruciarle.
Queste app vengono salvate sugli smartphone in "incognito", di modo che altri non le possano vedere, e che la stessa persona non inizi a rendersi conto di essere malata.
Le applicazioni inoltre, permettono il contatto tra le diverse persone iscritte, e questo per sentirsi continuamente motivate.
In Italia sono circa 300 mila gli iscritti a forum o siti pro Ana, cioè favorevoli all'anoressia.
E in America, tecnologicamente più avanzata, questo fenomeno è cominciato già da qualche anno.
Un campanello d'allarme molto forte.
C'è da dire che non tutte le app sono pericolose, certo, aiutano a stimolare determinati comportamenti, ma sta sempre tutto alla persona che le utilizza.
Perchè come ben  sappiamo, il disturbo del comportamento alimentare, dipende soprattutto dalla nostra mente, e non solo dal web.

Love
CM


mercoledì 8 maggio 2013

Il personal trainer sempre con te: #Up Jawbone


Acquistato qualche giorno fa all'Apple Store, già è diventato parte integrante della mia vita.
Sì, perchè lo indosso 24h su 24, fatta eccezione di quando (2/3 volte al dì) lo collego all'Iphone per aggiornare le informazioni del mio profilo, o di quando lo devo mettere sotto carica (ogni 5 giorni più o meno).
Questo braccialetto ultra-tech, ha infatti il compito di monitorare la mia giornata.
Dalle ore di riposo, ai passi fatti, ai km percorsi, all'attività fisica, all'alimentazione.
Tramite un'app che si scarica gratuitamente sul proprio Iphone, possiamo inserire tutto ciò che vogliamo: da quanti caffè abbiamo bevuto, fino ai cucchiaini di olio utilizzati per condire un'insalata.
Manie di grandezza?
No, solo un piccolo aiutino per cercare di aggiustare tutte le cattive abitudini che abbiamo.
Da quelle alimentari, fino alla troppa sedentarietà.
Per i meno adepti del fitness e delle palestre, sarà un buon amico motivatore.
Il prezzo?
130 €.
Poco più di un abbonamento mensile in palestra, e con l'unica differenza che durerà per anni.
Approved!

Love
CM